Acquisito alcuni anni fa da Casa Toso, il marchio Gamondi fa riferimento a una storica azienda produttrice di Vermouth, amari e liquori che operava tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo ad Acqui Terme, al centro dell’Alto Monferrato, in provincia di Alessandria.

 

Una firma storica, ma di grande attualità

Fondata nella “citta delle terme” nel 1890, inizialmente si era proposta soprattutto come struttura produttiva di bevande toniche e amaricanti utilizzabili anche a supporto delle cure termali, come capitava spesso nelle realtà turistiche di questo genere.

Con il passare del tempo, la Distilleria acquisì la sua fisionomia definitiva, arricchendo poco per volta, ma in modo sostanziale, la sua gamma fatta di amari, vermouth, altri vini speciali e grappe.

Il prestigio della Distilleria Gamondi venne confermato da numerosi premi e riconoscimenti ottenuti nel contesto regionale e nazionale. Concluse la sua attività di produzione negli anni Ottanta del Novecento.

Entrando nello specifico del Vermouth di Torino Gamondi, la ricetta storica elaborata dallo speziale accentuava alcuni elementi botanici come la China calissaia, la Cascarilla, la Genziana e il Ginepro.

Lo stile organolettico del Vermouth di Torino Gamondi è tuttora attuale, con la sua componente moderatamente amara ben equilibrata sia nel Vermouth bianco sia nel rosso.

Dal punto di vista olfattivo, il rosso si caratterizza per le note di coriandolo e macis, il bianco per i sentori di fiori di sambuco.

 

Nel segno del Vermouth di Torino

L’iter burocratico per fissare la normativa del Vermouth di Torino sembra essere a buon punto.

In questa fase cruciale del progetto, Casa Toso ritiene utile ribadire l’opportunità di conferire al Vermouth di Torino un alto livello di immagine e prestigio, oltre a un forte legame con le sue origini piemontesi.

Pertanto, di seguito sono elencati i punti essenziali che dovrebbe includere tale normativa.

  • Le operazioni di produzione del Vermouth di Torino devono avvenire in Piemonte.
  • Per quanto concerne i vini base per produrre Vermouth di Torino, la tradizione vorrebbe che fossero piemontesi, con una percentuale di Moscato. Tuttavia, i grandi volumi prodotti dalla struttura industriale potrebbero anche far considerare utile l’impiego di vini italiani.
  • Inoltre, potrebbe essere interessante segmentare il Vermouth di Torino in due o tre tipologie, con la possibilità di valorizzare differenti origini della base vinosa, garantire una maggiore vivacità al comparto e consentire al prodotto di coinvolgere più fasce di mercato.
  • Le erbe principali che caratterizzano il prodotto finale (in particolare le artemisie) devono essere prodotte in Piemonte. Ma è altrettanto fondamentale che anche gli estratti aromatizzanti siano prodotti nell’ambito del territorio regionale.
  • Quanto alla gradazione alcolica minima del prodotto finito, Casa Toso ritiene che dovrebbe essere di 14,5%Vol in quanto il prestigio del Vermouth di Torino non deriva dalla sua gradazione alcolica, ma dalla qualità dei suoi costituenti e dall’autorevolezza e dal savoir faire tradizionale dei produttori.
  • Tale situazione trova riferimento nell’attualità produttiva, come si può evincere dalla pubblicazione che la Camera di Commercio di Asti ha redatto per la “Rassegna dei Vermouth e dei vini aromatizzati” in occasione della Douja d’Or 2015: numerosi dei Vermouth di Torino selezionati hanno una gradazione alcolica tra 14,5 e 15% Vol.